Un interessante articolo sul modus operandi dei nostri tanto amati Social Network, è comparso pochi giorni fa sul Corrirere della Sera. Ve ne riporto degli stralci…”Il primo è stato Facebook, poi è toccato a Twitter. Mancava solo Instagram, che ha annunciato la novità nelle scorse settimane. La rivoluzione dell’algoritmo, ora, è conclusa: i tre social più grossi hanno scelto di riordinare i propri contenuti non in base a criteri temporali ma seguendo formule matematiche che tengono conto di altri fattori.”
Questo algoritmo è costruito per mostrare i contenuti più rilevanti in base alle inclinazioni di ogni singolo utente. “Si può immaginare tenga traccia di tutte le attività degli iscritti: con quali profili interagiscano più spesso, quali contenuti pubblichino e quali altri mostrino di apprezzare tra like, commenti e condivisioni.”
Mark Zuckerberg, il fondatore e ceo di Facebook ha deciso di introdurre l’algoritmo nel 2009. Ha anche un nome: EdgeRank. “Di lui si sanno pochi dettagli: assegna un valore a ogni interazione che avviene tra chi riceve e chi invia un messaggio. Ha una buona memoria: se il valore e il numero delle interazioni cala con il tempo, diminuisce anche la visibilità del profile”. Invece Twitter, il suo algoritmo, lo ha introdotto a febbraio. Il ceo Jack Dorsey ha voluto, almeno per ora, lasciare agli utenti la possibilità di scelta. Ma ha introdotto anche la sezione «Mentre eri via», che contiene una selezione dei contenuti più rilevanti pubblicati sul social da 140 caratteri mentre l’utente non era connesso. “Con i nuovi strumenti Dorsey spera di rendere l’uso di Twitter più semplice (e quindi, conquistare nuovi bacini di utenza)”. Un problema che, invece, Instagram non ha. Il social fotografico ha già passato il traguardo dei 400 milioni di utenti e negli ultimi mesi sta diventando sempre più famoso e frequentato, mentre aumenta anche il numero di contenuti pubblicati dai singoli utenti.
“Così, per ordinare immagini e video, il fondatore Kevin Systrom ha deciso di introdurre l’algoritmo.”
I cambiamenti più grossi li subiranno certamente le aziende: quelle che finora sono riuscite a farsi conoscere attivando un account e contando sul sistema di visualizzazione temporale dei contenuti ora rischiano di subire un calo nella loro visibilità. Rischiano, soprattutto, di dover passare ad un modello a pagamento per farsi notare.
Insomma, “l’algoritmo sarà pure introdotto per ordinare meglio i contenuti ma segna anche il passaggio ad una fase diversa dal punto di vista della pubblicità. Di fatto rendendo quella a pagamento sempre più indispensabile”.
Vi aspettavate questa evoluzione dei Social? Come reagite alla commercializzazione dei vostri gusti, delle vostre scelte e dei vostri like?
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