Se il segreto è la squadra, e questo è sempre vero, non vuole dire che la squadra sia sempre un segreto. Prima lezione: il team vicino al capo cresce di quanto cresce quello di sottolivello. È l’applicazione delle vecchie geometrie variabili.
Ma se la squadra non sembra segreta, allora potete star sicuri che non si tratti della squadra “vera”. La squadra sta lì per: prendersi la colpa se le cose non vanno, applaudire il capo se le cose vanno. Ma è fondamentale: lo sanno bene gli allenatori di calcio. Che altro sono se non gli unici che non sudano ma che si prendono il trionfo se va tutto bene? Insomma, più o meno quello che accade ai direttori d’orchestra: bacchetta, applausi. Il segreto però sta sempre nel team. Squadra simpatica non si cambia. Ma quella che vince? Talvolta dipende. Ma certo è l’eccezione che conferma la regola.
Ad uno degli eventi per i 140 anni del Corriere, Renzo Rosso, ha detto che non sarebbe nessuno senza il suo team. Certo: facile pensare che il team non sarebbe niente senza di lui. Ma è questo il bello: la strana alchimia che si viene a creare nelle società complesse è tale per cui chi sta sotto può diventare necessario a chi sta sopra.
Un grande capo lo sa. Salvo eccezioni. Steve Jobs, che era un capo grande ma non un grande capo, la pensava diversamente: è noto che quando si trattò di lavorare al capostipite del Macintosh capitanò un team di corsari a cui diceva che dovevano andare contro la squadra principale della Apple.
Scegliere bene non sempre è così facile, una soluzione può essere la cosiddetta squadra corta: pochi e complementari.
Voi cosa ne pensate? Come avete strutturato la vostra squadra di lavoro? Date la giusta importanza al Team ? Siete boss o leader? Vi interesserebbe fare un self assessment online sulla vostra leadership manageriale? A tutti coloro che contribuiranno alla conoscenza delle abitudini dei manager italiani sarà garantito un prezzo di € 140,00 a testa. (sconto 30 % sul prezzo reale). Per iscrivervi: direzione@studiomariosilvano.it

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