Metti più donne alla guida dell’azienda e l’utile crescerà.
Questo è il risultato di uno studio del Pearson Institute for International Economics di Washington. Le imprese dove almeno il 30% del board è rosa, conquistano un incremento del 6% della quota di utile netto.
Esito sorprendete, ma non quanto scoprire che l’Italia siede sul podio tra i paesi con il più alto tasso di donne al comando!
Infatti, grazie ad una legge entrata in vigore nel nostro Paese nell’estate del 2012, l’Italia ha raggiunto il 27,6% di donne al vertice, mentre nel 2011 erano solo il 7,4%.
Un articolo comparso pochi giorni fa su un noto quotidiano italiano, cerca di spiegare perché avere le donne al vertice migliori il conto economico delle aziende.
A quanto pare, le manager sono consapevoli di essere guardate a vista, quindi danno sempre il massimo. Lavorano di più. Sono mediamente più preparate perché sentono di dover dimostrare di meritare un posto che è stato affidato a loro grazie ad una legge.
Ora il mercato deve solo attendere che l’effetto della legge svanisca (2022) per capire se tolta la medicina, il paziente potrebbe ammalarsi di nuovo e quindi le quote rosa diminuire, o se invece le nostre aziende sono state istruite in maniera idonea e hanno colto il valore dell’impegno femminile.
Il suggerimento che mi sento di dare, come esperto di iter aziendali, alle donne manager italiane, è certamente quello di investire su sé stesse, sulla loro crescita professionale, incrementando la propria leadership ma allo stesso tempo sviluppando un forte legame col team. La formazione manageriale credo realmente sia la risposta ad un’ipotetica inversione di rotta.
Molti i corsi che Studio Mario Silvano cuce su misura alle donne leader delle aziende italiane.
Riuscite ad investire su voi stesse? Sentite la necessità concreta di sviluppare delle capacità particolari per emergere in questo mercato spiccatamente maschile?

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