I dilemmi dell’Era Tecnologica

Un articolo del Corriere della Sera di pochi giorni fa riporta il pensiero del presidente dei Bell Labs americani, Marcus Weldon,  autore di uno degli ultimi libri sull’argomento.

I noti Labs contestano categoricamente la visione allarmista che spopola negli USA. Secondo i loro scienziati-manager, la rivoluzione tecnologica è oggi agli albori e, se orientata nella maniera corretta, non tenderà a sostituire l’uomo in alcuna maniera, ma ad aiutarlo nelle sue mansioni quotidiane e non. “Il nostro obiettivo non deve essere l’intelligenza Artificiale ma l’intelligenza Aumentata.”

L’uomo deve rimanere centrale in ogni processo, assieme alla sua esperienza professionale e il suo bagaglio culturale, tramite i quali potrà elaborare i dati di cui entrerà in possesso.

I Bell Labs sposano quindi il filone “umanistico” della cultura dell’innovazione, secondo cui tutti gli sviluppi che si raggiungeranno da qui ai prossimi anni e che certamente modificheranno le nostre vite, non ci sostituiranno né ci sommergeranno di informazioni che non saremmo in grado di gestire.

Una visione originale e senza dubbio ottimistica, se si pensa che fino ad ora l’automazione e internet hanno cancellato più posti di lavoro di quanti ne abbiamo creati, ma del resto i Bell Labs  producono futuro, e l’ottimismo fa per natura parte del loro modello di business.

 

Voi che visione avete? Vi schierate tra le fila degli ottimisti o degli allarmisti?

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