41. IL PROCESSO DI UN BUON ASCOLTO

“Quando ti chiedo di ascoltarmi
e cominci a darmi dei consigli
non fai ciò che ti ho chiesto.
Quando ti chiedo di ascoltarmi
e cominci a dirmi perché non dovrei avere certe reazioni
stai calpestando i miei sentimenti.
Quanto ti chiedo di ascoltarmi
e senti che devi fare qualcosa per risolvere i miei problemi
non mi sei di supporto.
Forse per questo che la preghiera funziona per alcuni.
Le divinità sono mute,
non offrono consigli,
non tentano di riparare le cose.
Esse ti ascoltano, e si fidano che tu troverai la soluzione.
Per piacere ascoltami …..
E se veramente vuoi parlare
aspetta qualche minuto …..
e prometto che ti ascolterò.”
(Anonimo)

Cosa succede in noi quando qualcuno ci parla, quando si tratta di una cosa importante per lui?
Riusciamo realmente ad ascoltarlo, senza che le nostre valutazioni di ciò che è giusto o sbagliato (i nostri preconcetti) si mettano di mezzo?
Riusciamo ad accogliere l’altro, ricevendo tutte le informazioni che vuole comunicarci?
O ci limitiamo a rispondere alle nostre percezioni, alla nostra storia personale che involontariamente proiettiamo sull’altro?

Pensiamo per un momento all’altro che ci parla. Cosa succede in lui?
Succede che i suoi pensieri, come del resto avviene in tutti noi, difficilmente funzionano in modo lineare; difficilmente hanno un inizio ed una fine, ma tendono a girare dentro a diversi livelli, spesso in modo ricorsivo, spesso andando a toccare altri pensieri che deviano la persona dal tema originale. È in situazioni come queste che si sente le necessità di ascoltare.

L’ascoltatore, se veramente vuole cogliere le informazioni che l’altro gli offre, ha necessità di rimanere in silenzio, ma questo non è un silenzio di indifferenza. Il silenzio funge da contenitore per l’altro, in modo da offrirgli uno spazio protetto, nutrito ed incoraggiante in cui egli può esprimersi. Senza paura e senza giudizio.

Ascoltare è realmente semplice, se seguiamo alcuni suggerimenti:

1. Immagina che l’altro sia in grado, non necessariamente subito, di risolvere le sue questioni.
2. Immagina che tu puoi servirgli da catalizzatore nel suo processo di chiarificazione.
3. Posiziona il tuo corpo leggermente verso l’altro, come fosse un contenitore.
4. Frena ogni tuo desiderio di dare consigli.
5. Annuisci soventemente per dargli il “permesso” di proseguire.

Questo è solo l’inizio del processo di un buon ascolto, ma già sperimentando questi 5 punti, noterai risultati inaspettatamente positivi.

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *