39. CERVELLO IN TILT ….. COSI’ NASCE LA RABBIA

Le emozioni, scriveva Freud, “proliferano nel buio”.
Una delle emozioni più difficili da gestire è la rabbia. Esistono due categorie di persone: c’è chi se la prende con il mondo intero e c’è chi, invece, si autoflagella.
Sarebbe bello saperla sempre contenere, elaborarla e quindi vincerla, ma molto spesso non ne siamo capaci.
Quali sono le ragioni scientifiche di questa battaglia contro le nostre emozioni negative?
La causa primaria dipende dalla struttura del nostro cervello, che è composto da tre parti:
1) Un cervello rettiliano (detto così perché ha la forma simile al cervello di un rettile) che si occupa delle funzioni basiche per la nostra sopravvivenza.
2) Un cervello limbico che presiede alle emozioni, come la rabbia e la paura.
3) Un cervello neocorticale che svolge funzioni come il ragionamento e il pensiero astratto.
Questi tre cervelli sono connessi tra loro, il che vuol dire che il centro delle passioni è connesso con il centro della riflessione. Cosa significa? Che gli uomini, diversamente dagli altri animali, potrebbero gestire la rabbia perché le funzioni superiori della corteccia cerebrale agiscono da “limite” alle emozioni più violente.
Questo meccanismo di regolamentazione a volte non scatta perché, per quanto comunicanti, i nostri tre cervelli sono in qualche modo distinti, e ciascuno ha le sue priorità, e talvolta il più arcaico cervello limbico prevale sul più civilizzato cervello neocorticale.
Al di là delle spiegazioni scientifiche, giocano un ruolo decisivo l’educazione, il modello proposto dai genitori e l’esperienza perché una persona riesca a gestire la propria rabbia.
D’altronde un po’ di nervosismo, quando è  misurato, è  indispensabile al nostro vivere poiché  è  strutturalmente presente nell’essere umano.
Non va bene reprimerlo sempre, anche quando è  del tutto legittimo e contenuto. Sintomi di malessere quali mal di testa e gastriti fino a patologie cardiache spesso sono correlati a storie di una lunga repressione della rabbia.
Questa emozione non è certo utile a chi si occupa di vendita perché  ci porta a lamentarci del cliente o ad essere troppo critici con noi stessi o la propria Azienda.

Lo Studio Mario Silvano da sempre propone percorsi formativi che permettono di raggiungere una migliore consapevolezza di sé  e quindi una migliore gestione delle proprie emozioni negative a cui unire una formazione alla vendita sempre più aggiornata.
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