Per il filosofo broker Nassim Taleb chi non paga per i propri errori finisce ko.
Diceva il matematico britannico Alfred North Whitehead che “il panico dell’errore è la morte del progresso“.
Da un punto di vista filosofico, l’errore è lo strumento di conoscenza più potente che ci sia.
Sbagliare non piace a nessuno. Ammetterlo ancora meno.
Avete mai sentito un politico riconoscere un proprio errore?
Uno dei massimi esperti sul tema è Nassim Nicholas Taleb, il broker filosofo americano che sul “cigno nero” ci ha costruito una fortuna.
Mai contare tutto sul prevedibile, su ciò che è scontato. Bisogna sempre scommettere qualcosa anche sull’imprevisto.
Nassim è convinto che tutto ruoti intorno all’errore.
E’ qui che le strade si biforcano: da una parte c’è chi si prende la colpa e paga di tasca propria, dall’altra chi gode dell’impunità concessa dal ruolo e non ha mai conseguenze.
Ma è possibile costringere qualcuno ad assumersi le proprie responsabilità?
Secondo il filosofo ci sono meccanismi filtro, nella natura così come nella società, che ci vengono in aiuto.
In natura chi non impara perisce, nella società chi non paga di tasca propria prima o poi viene messo fuori gioco.

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