Ecco come usare gli occhi (senza essere fraintesi)

Un interessantissimo articolo del Corriere della Sera mette in campo uno dei temi fondamentali della formazione professionale e personale: il contatto visivo. Questo, assieme alla prossemica e alla comunicazione persuasiva, è uno dei cardini su cui, da sempre, i life coach e i trainer preparano i loro programmi e i loro corsi.

Troppo breve sembrerà che siamo sfuggenti. Troppo lungo rischiamo di apparire invadenti. Quanto deve durare uno sguardo per fare una buona impressione? Per la maggioranza delle persone il numero magico è 3 secondi. Fate molta attenzione a coloro che millantano di regalare successi insegnando a usare l’eye contact. Come sappiamo, la scienza ha scoperto che guardarsi negli occhi ha molti effetti comportamentali e cognitivi. Guardare l’interlocutore mentre si parla “aumenta l’attenzione, aiuta a memorizzare i contenuti verbali, rende più consapevoli di sé, spinge le persone a collaborare”. Non è sbagliato sospettare che la facilità con cui si perdono le staffe su Internet sia riconducibile all’impossibilità di vedersi. Ma concedersi o negarsi agli sguardi può diventare anche un gioco di potere. I piani alti possono decidere di ignorare l’interlocutore oppure di squadrarlo. Allo stesso modo, chi si trova in posizione dipendente è attratto dagli occhi del leader ma non osa incrociarne lo sguardo. Ogni cultura muove a contatti più o meno ravvicinati e, secondo alcune ricerche, le donne sono più disponibili al contatto visivo. Siamo alle prese con una complessa interazione di fattori culturali, genetici e situazionali. Guardandoci gli uni con gli altri, comunichiamo intenzioni ed emozioni, dimostriamo più o meno interesse e concediamo all’altro di leggerci. 

Lo sguardo, come abbiamo capito, è un’arma potentissima che bisogna saper usare e controllare. Il contatto visivo, assieme a molti altri temi, è presente tra gli argomenti dei corsi di formazione dello Studio Mario Silvano.  http://www.studiomariosilvano.it

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