La scienza in 7 idee

È di pochi giorni fa un articolo molto interessante apparso su Il Corriere della Sera, dove si parla di nuovi principi scientifici e non solo. Immaginate di prendere duecento pensatori di fama internazionale, tra cui scrittori, artisti e tanti, tanti scienziati di tutti gli ambiti disciplinari. Metteteli davanti a un quesito “globale” e raccogliete le loro risposte in un sito web. A creare il “caso” è stato l’agente letterario John Brockman. Il rito si ripete ogni anno e questa volta la domanda posta era: quali concetti scientifici dovrebbero essere più conosciuti? Ovvero quale sapere vorreste mettervi metaforicamente in tasca, per camminare verso il futuro? Il bello di questo gioco è che tra le regole di ingaggio c’è l’invito a essere intellettualmente aperti, liberi, scanzonati, abbandonarsi al piacere della curiosità. Come sappiamo, le idee scientifiche spesso rimangono confinate tra gli addetti ai lavori, ma qualche volta la scienza diventa pop. Le sue intuizioni più versatili e fortunate fanno breccia nella cultura generale, arricchendola e trasformandosi a loro volta. Da sempre la scienza è maestra di fallibilità, spirito critico, onestà intellettuale. Le 205 risposte alla domanda del 2017 saranno presto pubblicate in un libro. Qui ne abbiamo scelte sette, perché particolarmente sorprendenti e a volte persino utili, nella vita di tutti i giorni. Il loro pregio? Mettono in guardia dai pregiudizi, educano alla complessità, coltivano il senso di meraviglia.

Briano Eno, musicista: «Le trappole della mente per districarsi nel Web» «La grande promessa di Internet era che più informazioni avrebbero portato a decisioni migliori. La grande delusione è che in realtà più informazioni comportano maggiori possibilità di confermare le credenze di ciascuno», dice il musicista Brian Eno. Tra due versioni, ricordiamo meglio quella che ci dà ragione.

Steven Pinker, neuroscienziato: «Accettare l’entropia nell’era del disordine» Le cose tendono ad andare storte, tutto deperisce. Questo significa che può non essere colpa nostra se siamo sfortunati e anche che sperare non basta: bisogna lavorare per creare rifugi di ordine nel disordine.

Gerd Gigerenzer, psicologo: «La curiosità negativa, strategia vincente» Esiste anche una curiosità negativa che spinge a non voler sapere, sostiene Gerd Gigerenzer. L’ignoranza può essere una strategia di comodo, può preservare la suspense o a ritardare le cattive notizie. Nel migliore dei casi è una via per l’imparzialità.

Hans Ulrich Obrist, critico d’arte: «Continuare a sporcare ucciderà il pianeta» Gli esseri umani sarebbero la malattia della Terra: a forza di inquinare la renderemo inospitale. Nell’accezione positiva, dopo che i batteri hanno dominato per miliardi di anni, ora il futuro della Terra dipende da noi.

Melanie Swan, filosofa: «Oltre a vero e falso c’è una terza opzione» Nella logica classica una frase è vera o è falsa, non esiste una terza possibilità, sostiene Melanie Swan. Ma nel regno della meccanica quantistica le possibilità sono di più. Concepire uno spazio in cui possano coesistere contraddizioni apparenti potrebbe rivelarsi utile per lo studio della coscienza e per l’intelligenza artificiale.

Lisa Randall, fisica: «Le teorie di Newton restano le più efficienti» Le leggi di Newton restano una «teoria efficiente», buona per costruire ponti e mettere in orbita i satelliti, ma scavando sotto le certezze della fisica classica ci sono le sorprese di relatività e meccanica quantistica.

Martin Rees, astrofisico: «L’universo è multiplo e tutto da scoprire» Lo chiamiamo universo ma potrebbe essere intessuto così riccamente da meritare il nome di multiverso, chiarisce Martin Rees. Siamo come il plancton in un cucchiaio d’acqua di mare, inconsapevoli della vastità del mondo.

Voi cosa ne pensate? Qual è la vostra prima reazione alle idee appena presentate? Ne avete di vostre da proporre? Apriamo un dibattito per conoscere il vostro pensiero e le vostre opinioni. Scrivete a direzione@studiomariosilaono.it

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