Penna batte tastiera

In questi giorni, alcuni studiosi europei stanno stravolgendo tutto quel che credevamo di sapere sul modo di prendere appunti e sull’annesso apprendimento. Due anni fa erano stati degli psicologi americani che nel loro elaborato «La penna è più forte della tastiera: vantaggi degli appunti scritti a mano libera sugli appunti presi al computer», avevano evidenziato come ci siano prove concrete che gli appunti presi a mano, magari durante una lezione, siano superiori in termini di apprendimento cognitivo rispetto ad appunti presi trascrivendo parola per parola al computer. Gli psicologi ipotizzavano che prendere appunti scrivendo a mano, comportasse un’analisi più approfondita di quel che si sta ascoltando, con un miglior apprendimento e una miglior assimilazione dei dati.

Oggi, due scienziati norvegesi, hanno confermato le conclusioni dello studio americano fornendo dei dati elettro-fisiologici.

Hanno infatti trovato che nel momento in cui si usa la penna di un tablet, invece della tastiera di un computer, le aree cerebrali coinvolte, parietali/occipitali, mostrano un’attività desincronizzata e la letteratura scientifica esistente suggerisce che queste siano le premesse ottimali per l’apprendimento. Durante l’uso della tastiera del computer, invece, hanno rilevato attività sincronizzata nelle regioni centrali e frontali, e questa attività viene spesso associata a processi cognitivi più ostici.

Forse che la tastiera del computer, come noi la conosciamo, sia in difficoltà? Certamente più della penna: «L’ipotesi che la tastiera sia in procinto di diventare obsoleta è realistica: non useremo più le mani, ma gli occhi, ci sono diverse tecnologie che potrebbero portarci in questa direzione. È chiaro che ha avuto una vita così lunga perché è versatile, semplice da imparare, rapida. Però, come abbiamo visto nel nostro studio, non è un buon strumento per prendere appunti, il nostro cervello “preferisce”, per così dire, la scrittura a penna con una singola mano. Che è, neurologicamente, un gesto più simile al disegnare di quanto lo sia scrivere a macchina».

È chiaro che il futuro della scrittura a mano sia quello della penna digitale e del display, ma carta e penna hanno riscosso tale successo per un motivo chiaro: si sposano molto bene con l’attività dinamica del nostro cervello e lo studio delle grafie dei singoli individui ne dimostra la stretta connessione con la personalità di ciascuno.

Lo Studio Mario Silvano, ha già sposato l’analisi grafologica, offrendo una modalità efficace per conoscere, ad esempio, un candidato e ottenere informazioni che non possono essere scoperte mediante un modulo di adesione o un’intervista.

In particolare, nel caso di una analisi professionale, vengono messe in luce le tendenze operative e attitudinali, in relazione all’obiettivo dell’azienda di “mettere la persona giusta al posto giusto”.

Una volta eseguita l’analisi dei risultati riscontrati dai grafologi, forniamo un servizio di formazione su misura, permettendo l’incremento delle competenze e il cambiamento di alcuni aspetti comportamentali professionalmente non efficaci.

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