Un fenomeno che va conosciuto e possibilmente “dominato”.
Una sorta di macchina della verità che mette in evidenza tutte le tracce digitali della vita professionale e personale, dei singoli.
Lo sanno bene i cacciatori di teste e chi si occupa di Human Resource all’interno delle aziende. Su questo tema, un articolo comparso sul Sole24Ore a Dicembre 2015 interroga Gabriele Ghini, manager director di uno dei primi network mondiali dell’executive search consultants.
Ghini durante l’intervista, conferma che oggi, soprattutto i manager, devono essere consci di vivere in una “casa di cristallo” nella quale non c’è più distinzione tra vita personale e professionale.
L’attività primaria dei recruiter, una volta identificati i manager, ora è la preparazione di un dossier di ogni candidato, scavando in Internet. Il CV è ormai solo una tessera del mosaico, così come le referenze altrui. Vengono analizzati tutti i canali Social del potenziale dipendente, la sua presenza agli eventi e la partecipazione alla relativa business community.
L’allarme ovviamente scatta quando vengono trovate incoerenze tra il curriculum e i dati su Internet. Le Human Resource ormai agiscono come i più accaniti giornalisti d’inchiesta.
La regola d’oro è certamente quella di costruirsi una reputazione “forte” che permetta di minimizzare l’impatto di eventuali incidenti di percorso.
Il nostro consiglio è quello di controllare periodicamente la propria brand image e rafforzarla facendo sì che vengano pubblicati i vostri contenuti sempre aggiornati.
Il DNA digitale ormai è fondamentale, meglio saperlo!
E voi, siete inattaccabili? Come vi giudichereste solo dall’analisi dei vostri canali Social? Sapete portare avanti una corretta politica di Personal Branding?

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