L’arma segreta degli Zulu

L’arma segreta degli Zulu favorisce il quieto vivere e la condivisione delle idee.

 

Un articolo comparso di recente sul Corriere della Sera, tratta di questo meraviglioso metodo di antiche origini che oggi sta diventando un fenomeno sempre più attuale.

Nella pratica, ci si mette a cerchio dichiarando quello che si pensa, quello di cui si ha bisogno, quello su cui non si è disposti a cedere e le ipotesi di un terreno comune.

Lo strumento dell’indaba ha permesso il risolversi di molte controversie e di superare meccanismi talvolta molto lunghi e bellicosi. Non ultimo, ha permesso alla conferenza mondiale sul clima di Parigi di superare alcune impasse che lo stavano bloccando.

Non si tratta solamente di mettersi a confronto, ma di trovare in gruppo i due cardini fondamentali del metodo: il senso di comunità e la presenza di facilitatori. È, infatti, fondamentale l’abilità di questi ultimi di cogliere il nucleo delle posizioni e di rilevare tra tutte le opzioni quelle che creano meno conflitti. Obiettivo primario di questo approccio è identificare le idee che si combinano piuttosto che concentrarsi su quelle che dividono.

Nel mondo oggi esistono diversi Indaba, c’è l’indaba della musica, quello del design. Incontri che mettono in comune competenze ed esperienze per produrre nuove idee. È definizione concreta di questa pratica Zulu: agire comunicativo, “mettere ponti, scavalcare muri”. Uno “stile di vita” che molti formatori stanno inserendo nei propri programmi e che insegnano soprattutto ai top manager aziendali, al fine di trovare più rapidamente soluzioni in armonia con il loro team.  Inoltre, grazie a questo dialogo creativo nel mondo si stanno superando alcune cause legali che duravano da anni.

 

Vi capita spesso di litigare perché non trovate un punto comune col vostro interlocutore? Vi incuriosisce questo nuovo approccio?

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