13. J.K. Rowling

J.K Rowling, autrice delle serie best-seller per bambini, Harry Potter, è una grande esperta del labile confine tra successo e fallimento.

“Penso che non si parli abbastanza del fallimento” ha dichiarato la Rowling a Matt Lauer al “Today Show. “Per me sarebbe stato incredibilmente utile avere qualcuno di successo, che venisse a dirmi: ‘Tu fallirai. È inevitabile. Ma è ciò che ci fai con il fallimento che avrà importanza.”

Infatti, prima che la Rowling diventasse una delle donne più ricche del mondo, era una mamma single che viveva in Inghilterra, in condizioni economiche precarie. E quando cominciò a scrivere Harry Potter, nei caffè di Edimburgo, ricevette numerosi rifiuti da diverse case editrici.

Durante un discorso di inizio anno all’Università di Harvard, nel 2008, disse: “Ho avuto un matrimonio eccezionalmente breve, ero un genitore solo, senza lavoro, e più povera della media inglese. Ero il più grande fallimento che potessi conoscere.”

Ma la Rowling ha sempre considerato il suo iniziale fallimento come un dono “vinto dolorosamente” dal momento che, grazie ad esso, ha imparato a conoscersi meglio ed ha acquisito una maggior forza contro le avversità.

Voi come lo vivete il fallimento? Riuscita a trarne insegnamento per il futuro o vi fate abbattere?

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Walter Silvano

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